Oggi, mentre entriamo nel nostro trentunesimo anno di attività, ci è sembrato opportuno riflettere ed esprimere gratitudine a coloro che sono stati e continuano ad essere con noi per la loro esistenza e per averci fornito il bene più prezioso, il tempo.

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Iusto minima

Con intelligenza e semplicità

Il Ristorante Fattoria delle Torri accoglie gli ospiti con delizie culinarie e ospitalità in un angolo privato apparentemente lontano dal trambusto del centro città, immerso nella magica cornice di una residenza d'epoca nel cuore di Modica, offrendo ai propri clienti un'atmosfera intima, confortevole e senza tempo.

La tradizione viene reinterpretata in chiave moderna e sperimentale

La nostra cucina è una celebrazione delle materie prime, nel rispetto delle qualità organolettiche dei singoli ingredienti, sapientemente combinati in modo che sia gli ospiti esperti che i cuochi alle prime armi possano cogliere, riconoscere e identificare sapori, profumi ed essenze. Ottime materie prime, piatti storici reinventati con gusto e sensibilità moderna, opzioni vegane e un'antica passione per le verdure.

Perché la cultura è importante in un ristorante?

Dalle grandi aziende di ristorazione alle piccole, una forte cultura aziendale attira i clienti, coinvolge i dipendenti e permette un migliore processo decisionale. Può essere che una persona di solito abbia bisogno di sentire qualcosa almeno tre volte prima che si registri nella sua mente. L'attenzione alla cultura ha senso.

Guida al cibo della Sicilia: Sapori della cucina siciliana
Guida al cibo della Sicilia: Sapori della cucina siciliana

Che tipo di cucina era popolare nell’antica Sicilia?

Gli immigrati introdussero uva, fichi, melograni, grano, noci e nocciole in aree così fertili ma per lo più incolte. Coltivarono ulivi e vigneti, stabilendo una forte reputazione per i vini siciliani. Le api indigene producevano miele, che i greci offrivano alla loro dea Afrodite. Pasta, formaggio, verdure, olio d’oliva, carne e alcol sono uno degli alimenti più popolari nella dieta italiana. Gli ingredienti freschi sono molto importanti per gli italiani. Cucinano piatti con ingredienti stagionali. La colazione (colazione), il pranzo (pranzo) e la cena sono i tre pasti principali della dieta italiana (cena).

Si mangia la carne d’asino in Sicilia?

Nonostante il fatto che tutti questi piatti di carne siano esclusivi di Palermo, Catania non manca di delizie sostanziali, tranne la propria forma di Porchetta che differisce dall’originale romano, così come tagli più specifici di carne di cavallo e d’asino. La Sicilia, l’isola più grande d’Italia, ha belle spiagge, villaggi e città pittoresche, e una ricchezza di rovine antiche e siti antichi tradizionale menù in Sicilia aces i mari caldi del Mediterraneo la Sicilia è sempre stata un crocevia di culture, paesaggi e cibo.

Perché in Italia sono tutti così magri?

Gli italiani sono rinomati per essere intenditori culinari che preferiscono cibi stagionali e locali. I loro pasti includono poco o niente creme e oli grassi, e sono sempre serviti in quantità ragionevoli. Queste abitudini alimentari sono essenzialmente il metodo giusto per una persona che desidera mangiare bene. La Sicilia è conosciuta per la sua cucina famosa in tutto il mondo come i cannoli, i carciofi e tutto ciò che è agrume. Ci sono diverse delizie meno conosciute ma altrettanto allettanti, come i famosissimi e ricercatissimi gamberi rossi del Gambero e il cioccolato di Modica.

Covid una crisi in Italia

Le perdite del turismo internazionale ammontano a meno 23 miliardi di euro, con le città d’arte che sopportano il peso maggiore. Questi risultati sono solo parzialmente bilanciati da un aumento del consumo interno di 7 miliardi. In effetti, si prevede che queste perdite danneggino la produzione agroalimentare per 15 miliardi di dollari. Ognuna di queste statistiche ha un impatto sulla perdita di posti di lavoro e sulla riduzione del personale in generale: ci sono 193 milioni di lavoratori in meno rispetto al 2019, e le donne e i giovani sono gli anelli più vulnerabili della catena del lavoro. Almeno un terzo delle imprese dichiara di aver licenziato dipendenti, una statistica che va interpretata alla luce del fatto che il settore della ristorazione italiana è composto per lo più da imprese a conduzione familiare.

Pensiero finale sul cibo siciliano

Il cibo in Sicilia è stagionale, e i siciliani aspettano con ansia l’arrivo della loro verdura o frutta preferita al mercato. Quando arrivano le prime ciliegie, per esempio, c’è un preciso senso di attesa, e lo stesso vale quando inizia la stagione del tonno in primavera. Vi proponiamo di passare un po’ di tempo nei mercati locali per controllare cosa è di stagione e concentrarvi su di esso. Ecco una rapida carrellata dei principali frutti e verdure di stagione.

La storia del ristorante

30 anni di amore e passione per la cucina La storia del nostro ristorante risale al 1987. In un giorno di giugno all'ora di pranzo, vidi un posto a Modica Alta, in mezzo ai vicoli di Santa Lucia, dove regnavano bambini giocosi, e capii quale sarebbe stata la strada che mi avrebbe permesso di dare vita ai miei pensieri sul mondo. Don Nenè è stato il primo chef con cui ho lavorato.

Sognando il piatto della memoria

Mia madre Ignazia, mio padre Vincenzo, le sorelle Concetta e Franca, le nipoti Zelia e Mariuccia furono i miei primi compagni di viaggio. Iniziai il sogno, per poi essere interrotto dal rombo di un vagone rosso, da pianti e grida, imprecazioni e silenzi interminabili, ma arrivai comunque a partire, a prendere quel treno per la felicità, anche se intriso di tristezza e gioia. Negli ultimi anni, abbiamo visitato paesi e popoli, condividendo con loro saperi e sapori, sognando il piatto della memoria, come se fosse la pietra filosofale che avrebbe riunito passato, presente e futuro, confrontandoci in Francia, Germania, Croazia, Austria, Islanda, Spagna e altrove.

Cosa saremmo noi chef se non avessimo clienti esigenti e ricchi?
Qual è il cibo più popolare in Sicilia?

Fattoria delle Torri

Presto sarei stato illuminato dal magico libro del Duca di Salaparuta sulla gastrosofia naturista, ovvero come la gente si nutriva seguendo il ritmo delle stagioni e il rispetto della terra. Tempi meravigliosi passati alla ricerca di materie prime, vini e storie che potessero ispirare il mio alchimista interiore. Iniziare con il primo gourmet dell'Accademia della Cucina Italiana, il pianeta Arcigola slow food di Carlo Petrini, condividere storie e piatti con Franco Ruta, Carmelo Chiaramonte, Corrado e Carlo Assenza, Giusto Occhipinti, e incontrare il grande Luigi Veronelli per ispirarmi e promuovermi in Italia.

Peppe Barone Chef & Patron di Fattoria delle Torri

Penso a Franco, Peppe, Giovanni, Pino, Accursio, Toru, Chanil, Tomoko, Antonio, Massimo, Saro, Sara, tra i tanti giovani chef che hanno donato la loro saggezza all'idea della buona e sana cucina, così come quelli che ancora ricordano e affondano le loro radici nell'humus vitale delle nostre tante storie diverse. Senza dimenticare la famiglia Poidomani, la famiglia Spadola, la famiglia Savarino, la signora Mastruzzo, il grande Tani La Pira, e tanti altri che hanno creduto in noi e nella nostra proposta.