La storia

Pronota ora! +39 0932 751286Nasce nel 1987 la storia del nostro ristorante. In un giorno di Giugno, all'ora di pranzo, vidi un posto sito a Modica Alta , in mezzo ai vicoli di Santa Lucia, dove regnavano incontrastati dei bimbi giocosi , lì vidi la proiezione della mia vita, capii quale sarebbe stata la strada che mi avrebbe consentito di dare vita ai miei pensieri sul mondo.

Primi compagni di viaggio mia mamma Ignazia, mio papà Vincenzo, le mie sorelle Concetta e Franca, mia nipote Zelia e la mia adorata Mariuccia. Iniziai il sogno , subito interrotto dal fragore di un auto rossa, da pianti e grida, da imprecazioni, da silenzi interminabili, ma arrivai lo stesso a partire , a prendere quel treno per la felicità anche se intrisa di tristezza e gioia.

Il primo cuoco fu Don Nenè Giunta, ed il suo primo insegnamento fu' prima viene sempre il nostro ospite, a cui vanno riposte cure ed attenzioni alla pari di un re'. Stette con noi un breve ma intenso periodo in cui appresi tutto il suo sapere di uomo antico che non mi ha mai abbandonato.

Da lì a poco sarei stato illuminato da quel magico libro del duca di Salaparuta sulla gastrosofia naturista o meglio di come si nutrisse il popolo, seguendo il ritmo delle stagioni ed il rispetto per la propria terra.

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Tempi meravigliosi alla ricerca di materie prime, di vini, di storie che potessero far emergere il cuciniere alchemico che era in me. Inizia con i primi gourmet dell'Accademia della Cucina Italiana, proseguì con il pianeta Arcigola slow food di Carlo Petrini, condivisi storie e piatti con Franco Ruta, Carmelo Chiaramonte, Corrado e Carlo Assenza, Giusto Occhipinti, incontrai il grande Luigi Veronelli ad ispirarmi e promuomermi in Italia.

Sono stato ostinato, caparbio, deciso a non mollare, a respingere gli attacchi di chi sogna un mondo di omologazioni culturali a discapito della natura senziente dell uomo.

Ma i veri protagonisti della nostra storia gastronomica sono stati i contadini, i pescatori, i casari, Sarina la raccoglitrice di capperi, massaro Abbate con le sue fave cottoie, Campisi con i suoi calamari, Menu Salemi con i pesci azzurri che pare riflettessero il cielo, gli asparagiari ra Costa, i fratelli Caruso con i pani fragranti, e tanti ma tanti altri che ci hanno offerto il loro amore la loro speranza la loro religiosa sapienza.

A quei tanti giovani cuochi che hanno donato la loro sapienza ad un idea di buona e sana cucina, penso a Franco, a Peppe, a Giovanni, a Pino, ad Accursio, a Toru, a Chanil, a Tomoko, ad Antonio, a Massimo , a Saro e Sara, a chi ancora ricorda ed affonda le sue radici in quel humus vitale della nostra molteplice storia.

Ma non meno importanti sono stati tutti quei clienti che hanno creduto in noi ed alla nostra proposta, vedi la famiglia Poidomani, la famiglia Spadola, la famiglia Savarino, la sig.a Mastruzzo, il grande Tani La Pira e tanti altri, cosa saremmo noi cuochi senza dei clienti esigenti e facoltosi?

In questi anni abbiamo visitato paesi e popoli, abbiamo condiviso con loro saperi e sapori, abbiamo sognato il piatto della memoria, come fosse stato la pietra filosofale che avrebbe ricongiunto passato presente e futuro, ci siamo confrontati in Francia, in Germania, in Croazia, in Austria, in Islanda, in Spagna, in Giappone, in Korea, e chissà ancora dove ci porterà il sacro fuoco.

Oggi dopo 25 anni ci è sembrato doveroso volgere lo sguardo indietro per dire grazie di esistere e di averci donato la cosa più preziosa 'il tempo' a chi è stato ed è con noi.

Dopo questo breve excursus honorum è giusto pensare di concentrare il nostro sapere in una boccia di cristallo, così da poterne vedere il contenuto, e donarlo alle generazioni future spero a Carla e Francesca.

Peppe Barone.